Glossario Architetture e Infrastruttura

Glossario verificato

Come sono costruite le reti: topologie, router, switch, data center e cloud networking. I concetti infrastrutturali spiegati chiaro.

  • A

  • Aggregazione di collegamenti multi-chassis (MLAG)

    Tecnica che permette a un apparato di aggregare in un unico fascio logico collegamenti diretti verso due switch fisici distinti, che mantengono piani di controllo indipendenti ma coordinati; fornisce ridondanza e uso di tutti i collegamenti senza bloccarli via STP.
  • Alta disponibilità (high availability)

    Proprietà di un'infrastruttura di rete progettata per restare operativa con interruzioni minime, ottenuta eliminando i singoli punti di guasto tramite ridondanza di apparati, collegamenti e alimentazione e meccanismi automatici di commutazione (failover).
  • Appliance di rete

    Apparato dedicato, con hardware e software integrati, progettato per una specifica funzione di rete (firewall, bilanciatore, ottimizzatore WAN, proxy); ottimizzato per quel compito, si installa nell'infrastruttura come unità a sé stante, tipicamente in rack.
  • Armadio di distribuzione intermedio (IDF)

    Punto di distribuzione secondario del cablaggio strutturato, posto tra l'armadio principale (MDF) e le postazioni utente di un piano o di una zona; da esso si dirama il cablaggio orizzontale verso le prese di telecomunicazione.
  • Armadio di distribuzione principale (MDF)

    Locale o telaio dove i circuiti dei carrier entrano nell'edificio e terminano sugli apparati di rete centrali; è il punto di distribuzione principale del cablaggio strutturato, da cui parte la dorsale verso gli armadi di distribuzione intermedi (IDF).
  • Armadio rack (rack a 19 pollici)

    Struttura standardizzata a 19 pollici (EIA-310) per il montaggio di server, switch, pannelli e apparati di alimentazione; l'altezza si misura in unità rack (U) e i modelli chiusi (cabinet) integrano gestione dell'aria, dei cavi e sicurezza fisica.
  • Availability zone

    Sezione isolata di una regione cloud, con alimentazione, raffreddamento e rete indipendenti, pensata per resistere ai guasti locali. Distribuire i servizi su più zone aumenta la resilienza e la disponibilità delle applicazioni.
  • B

  • Backhaul (rete di backhaul)

    Porzione intermedia della rete che collega i nodi di accesso periferici, per esempio stazioni radio base o centrali locali, alla dorsale e ai nodi principali dell'operatore; aggrega e trasporta verso il nucleo il traffico raccolto in periferia.
  • Bretella di permutazione (patch cord)

    Cavo flessibile corto, in rame o fibra, usato per collegare tra loro le porte di un permutatore o pannello di permutazione, oppure un apparato alla presa; grazie alla connettorizzazione permette di modificare rapidamente le connessioni logiche.
  • C

  • Cablaggio orizzontale

    Porzione del cablaggio strutturato che collega il locale tecnico di piano alle prese di telecomunicazione delle postazioni di lavoro, realizzata a topologia a stella; secondo TIA-568 la tratta permanente non supera i 90 metri più le bretelle.
  • Cablaggio strutturato

    Sistema di cablaggio standardizzato per edifici e data center, organizzato in sottosistemi gerarchici (dorsale, orizzontale, aree di lavoro) secondo lo standard ANSI/TIA-568, che rende l'infrastruttura indipendente dalle applicazioni e dai fornitori di apparati.
  • Categoria di cablaggio (Cat 6/6a/8)

    Classificazione TIA del doppino intrecciato in base alla larghezza di banda supportata: Cat 5e (100 MHz), Cat 6 (250 MHz), Cat 6a (500 MHz, 10 Gbit/s a 100 m) fino a Cat 8 (2 GHz, 25/40 Gbit/s per brevi tratte tra switch).
  • Chassis modulare

    Apparato di rete a telaio in cui le funzioni sono fornite da moduli sostituibili sul campo (schede di linea, alimentatori, moduli di controllo), spesso a caldo; tipico di switch e router di fascia alta e di dorsale, offre alta densità di porte e scalabilità.
  • Clos network

    Architettura di rete a più stadi che offre molti percorsi alternativi tra i nodi, garantendo elevata capacità e ridondanza. Formalizzata da Charles Clos nel 1953, è il fondamento teorico delle moderne topologie spine-leaf dei data center.
  • Cloud networking

    Insieme di risorse e servizi di rete erogati e gestiti tramite il cloud, invece che con soli apparati fisici locali. Consente di creare, scalare e configurare reti virtuali su richiesta presso i provider cloud.
  • Colocation

    Servizio in cui un'azienda ospita i propri server in un data center di terzi, condividendone spazio, alimentazione e connettività. Evita di costruire un centro dati proprio, mantenendo il controllo sull'hardware.
  • Condizionatore di sala macchine (CRAC/CRAH)

    Unità di condizionamento di precisione che controlla temperatura e umidità in sala apparati: il CRAC (Computer Room Air Conditioner) usa un circuito frigorifero diretto, il CRAH (Air Handler) acqua refrigerata; asporta il calore prodotto dagli apparati.
  • Container Network Interface (CNI)

    Standard che definisce come assegnare connettività e indirizzi ai container in un cluster. Permette di collegare diverse soluzioni di rete alle piattaforme di orchestrazione, come Kubernetes, in modo uniforme.
  • Convertitore di media (media converter)

    Dispositivo che converte il segnale tra mezzi trasmissivi diversi, tipicamente da rame (doppino) a fibra ottica e viceversa, estendendo la portata del collegamento Ethernet; può essere autonomo oppure a scheda inserita in uno chassis modulare.
  • Core ridotto (collapsed core)

    Architettura di rete gerarchica in cui i livelli di nucleo (core) e di distribuzione sono fusi in un unico strato di apparati; adatta a reti di dimensioni contenute, riduce costi e complessità rispetto al classico modello a tre livelli.
  • Corridoio caldo e corridoio freddo (hot/cold aisle)

    Disposizione dei rack in file affiancate con i fronti contrapposti, per separare l'aria fredda in ingresso (corridoio freddo) dall'aria calda espulsa (corridoio caldo); riduce il ricircolo termico e migliora l'efficienza del raffreddamento del data center.
  • D

  • Data Center

    Struttura che ospita in modo centralizzato server, sistemi di archiviazione e apparati di rete, con infrastrutture dedicate di alimentazione, raffreddamento e sicurezza. Costituisce la base fisica su cui poggiano applicazioni, servizi cloud e grandi elaborazioni dati.
  • Data center modulare

    Data center realizzato con moduli prefabbricati e preassemblati, spesso containerizzati, che integrano rack, alimentazione e raffreddamento; consente installazione rapida, scalabilità incrementale e distribuzione anche in sedi periferiche (edge).
  • Dorsale di cablaggio (backbone cabling)

    Cablaggio verticale che interconnette locali tecnici, sale apparati e strutture di ingresso di un edificio o campus, collegando i permutatori principali e intermedi; è il livello gerarchico superiore del cablaggio strutturato, distinto dalla dorsale di rete logica.
  • DWDM (multiplazione densa a divisione di lunghezza d'onda)

    Tecnica di trasmissione ottica che invia su una stessa fibra molti canali simultanei, ciascuno su una diversa lunghezza d'onda della luce, moltiplicando la capacità del collegamento; è alla base delle dorsali ottiche metropolitane e a lunga distanza.
  • E

  • Edge Computing

    Modello che sposta l'elaborazione e l'archiviazione dei dati vicino al punto in cui vengono generati, anziché in data center remoti. Riducendo la latenza e il traffico verso il cloud, è adatto ad applicazioni in tempo reale come IoT industriale e veicoli connessi.
  • Efficacia dell'uso dell'energia (PUE)

    Indicatore di efficienza energetica di un data center, definito dal rapporto tra l'energia totale consumata dalla struttura e quella assorbita dai soli apparati IT; un valore vicino a 1 indica minori consumi accessori per raffreddamento, alimentazione e illuminazione.
  • F

  • Fascia di accesso

    Livello della rete gerarchica a cui si collegano direttamente i dispositivi degli utenti e i server. È il punto d'ingresso in cui si applicano controlli come autenticazione, VLAN e sicurezza delle porte.
  • Fascia di distribuzione

    Livello intermedio dell'architettura di rete gerarchica che aggrega il traffico proveniente dagli apparati di accesso e lo instrada verso il nucleo. Applica politiche di routing e filtri, facendo da ponte tra periferia e centro della rete.
  • Fat-tree

    Topologia di rete, caso particolare di rete di Clos, in cui la banda aggregata dei collegamenti aumenta avvicinandosi al nucleo, così da evitare colli di bottiglia. È usata nei data center per garantire capacità non bloccante tra grandi quantità di server.
  • Fibra ottica monomodale

    Fibra ottica con nucleo molto sottile (circa 8-9 micron) che propaga un solo modo di luce, tipicamente a 1310 e 1550 nm; ha attenuazione molto bassa (intorno a 0,2 dB/km) ed è impiegata per collegamenti a lunga distanza e alta capacità (classi OS1/OS2).
  • Fibra ottica multimodale

    Fibra ottica con nucleo largo (50 o 62,5 micron) in cui la luce si propaga su più percorsi, operando in genere a 850 nm; classificata da OM1 a OM5, offre banda elevata su distanze brevi o medie ma attenuazione maggiore rispetto alla monomodale.
  • Fibra spenta (dark fiber)

    Fibra ottica già posata ma non ancora attivata, priva di apparati di trasmissione, che un operatore può concedere in uso ad altri; chi la acquisisce installa i propri sistemi ottici, ottenendo capacità dedicata e controllo completo del collegamento.
  • G

  • Gestione fuori banda (out-of-band management)

    Accesso di amministrazione agli apparati tramite un canale dedicato e separato dalla rete dati di produzione, per esempio porte console, interfacce di gestione o reti dedicate; permette di intervenire anche quando la rete principale è guasta o irraggiungibile.
  • Global Server Load Balancing (GSLB)

    Tecnica che distribuisce le richieste degli utenti tra data center in luoghi geografici diversi, indirizzandoli al sito migliore, spesso tramite DNS. Migliora prestazioni e continuità instradando ciascun utente verso la sede più adatta.
  • Gruppo di continuità (UPS)

    Apparato che fornisce alimentazione elettrica di riserva agli apparati critici durante un'interruzione di rete, coprendo il tempo necessario all'avvio dei generatori; è un elemento fondamentale della ridondanza elettrica di data center e sale apparati.
  • I

  • Infrastruttura iperconvergente

    Approccio che integra in un'unica piattaforma software calcolo, archiviazione e rete, gestiti in modo unificato su hardware standard. Semplifica l'infrastruttura del data center e ne facilita la scalabilità.
  • Ingress controller

    Componente che gestisce e instrada il traffico proveniente dall'esterno verso i servizi di un cluster Kubernetes, applicando le regole definite nelle risorse Ingress. È il punto d'ingresso controllato verso le applicazioni containerizzate.
  • Intent-based networking

    Approccio in cui l'amministratore dichiara il risultato desiderato e la rete si configura e si corregge da sola per ottenerlo. Sposta la gestione dai singoli comandi agli obiettivi, sfruttando automazione, traduzione dell'intento e verifica continua.
  • Internet Exchange Point (IXP)

    Infrastruttura fisica dove più reti si interconnettono per scambiarsi traffico direttamente, tipicamente tramite switch condivisi. Riduce costi e latenza rispetto al passare da intermediari di transito, ed è un nodo chiave del funzionamento di Internet.
  • ISP di primo livello (Tier 1)

    Operatore la cui rete raggiunge l'intera tabella di instradamento di Internet unicamente tramite peering senza compensazione (settlement-free), senza acquistare transito da nessuno; costituisce la dorsale di più alto livello dell'infrastruttura Internet.
  • ISP di secondo livello (Tier 2)

    Operatore, tipicamente regionale o nazionale, che raggiunge parte di Internet tramite peering con altri operatori ma acquista transito a pagamento dagli ISP di primo livello per la connettività globale; rivende accesso e transito agli ISP di terzo livello.
  • ISP di terzo livello (Tier 3)

    Operatore locale che fornisce l'accesso a Internet agli utenti finali, residenziali e aziendali, acquistando connettività e transito da ISP di primo e secondo livello; rappresenta l'ultimo anello, più vicino all'utente, della gerarchia dei provider.
  • L

  • Livelli Tier del data center (Uptime Institute)

    Classificazione dell'Uptime Institute che valuta l'affidabilità infrastrutturale di un data center su quattro livelli, dal Tier I (ridondanza minima) al Tier IV (tolleranza ai guasti); i Tier superiori garantiscono manutenzione concorrente e maggiore disponibilità.
  • Locale delle telecomunicazioni (telecommunications room)

    Ambiente dedicato che ospita permutatori, pannelli di permutazione e apparati attivi di piano; secondo gli standard TIA è il punto di terminazione del cablaggio orizzontale e di raccordo con la dorsale dell'edificio.
  • M

  • Microsegmentazione

    Tecnica di segmentazione fine che isola singoli carichi di lavoro o dispositivi in segmenti distinti, applicando politiche di sicurezza specifiche per ciascuno; limita il movimento laterale delle minacce nel data center o nella rete rispetto alle VLAN tradizionali.
  • Multi-tenancy

    Modello in cui un'unica infrastruttura serve più clienti o gruppi mantenendone i dati e il traffico isolati. È alla base dei servizi cloud, che condividono le risorse fisiche preservando la separazione logica.
  • N

  • Network automation

    Uso di software e script per configurare, gestire e monitorare la rete senza interventi manuali ripetitivi. Riduce errori e tempi, ed è il presupposto per gestire infrastrutture grandi e in continuo cambiamento.
  • Network fabric

    Insieme di apparati di rete interconnessi che si comportano come un unico tessuto ad alta capacità e bassa latenza. Offre percorsi multipli e uniformi tra i nodi, tipico dei data center moderni basati su topologie spine-leaf.
  • Network Function Virtualization (NFV)

    Paradigma che realizza funzioni di rete come firewall, router e bilanciatori sotto forma di software eseguito su server standard, anziché su apparati dedicati. Riduce i costi hardware e permette di scalare e ricollocare i servizi con la rapidità della virtualizzazione.
  • Network orchestration

    Coordinamento automatizzato della configurazione e gestione di più apparati e servizi di rete come un insieme coerente, orchestrando i singoli task di automazione. Riduce gli interventi manuali e accelera il rilascio di servizi complessi.
  • Numero di sistema autonomo (ASN)

    Identificativo numerico univoco assegnato a un sistema autonomo, cioè a una rete amministrata come dominio di instradamento unico; è usato dal protocollo BGP per instradare il traffico tra le reti che compongono Internet ed è allocato dai registri regionali (RIR).
  • P

  • Pavimento sopraelevato (raised floor)

    Pavimento tecnico modulare rialzato rispetto alla soletta, che crea un'intercapedine usata per distribuire aria fredda, cavi di alimentazione e cablaggio nei data center; le piastre removibili consentono accesso e riconfigurazione dell'infrastruttura.
  • Peering

    Accordo con cui due reti si collegano per scambiarsi direttamente il proprio traffico, spesso senza costi reciproci (settlement-free). Migliora prestazioni e riduce la dipendenza da fornitori di transito.
  • Permutatore (cross-connect)

    Elemento del cablaggio strutturato dove i cavi vengono terminati e interconnessi tramite bretelle, consentendo di ricablare le connessioni senza toccare i cavi fissi; si distingue in permutatore principale (MC), intermedio (IC) e orizzontale (HC).
  • Point of Presence (PoP)

    Punto fisico in cui una rete si interconnette con altre o si avvicina agli utenti finali. Distribuire più PoP riduce la distanza dai clienti, migliorando latenza e prestazioni dei servizi.
  • R

  • Rack

    Struttura standardizzata, tipicamente larga 19 pollici, che ospita in verticale server e apparati di rete in un data center. Ne organizza densamente l'installazione, l'alimentazione e il raffreddamento in uno spazio ridotto.
  • Ridondanza N+1

    Schema di ridondanza in cui, oltre alle N unità necessarie a sostenere il carico (alimentatori, UPS, condizionatori), se ne prevede una aggiuntiva di riserva; consente di tollerare il guasto o la manutenzione di un componente senza perdere il servizio.
  • S

  • Scheda di linea (line card)

    Modulo inseribile in uno chassis modulare che fornisce le porte fisiche e l'elaborazione del traffico di un insieme di interfacce; consente di aggiungere o sostituire porte e capacità senza cambiare l'intero apparato, spesso con sostituzione a caldo.
  • Server di origine (origin server)

    Server che ospita la versione originale e autoritativa dei contenuti di un sito o applicazione, da cui una CDN preleva e mette in cache le copie distribuite sui nodi periferici (PoP); riceve solo le richieste non già servite dalla cache di bordo.
  • Service Mesh

    Strato infrastrutturale che gestisce la comunicazione tra i microservizi di un'applicazione, occupandosi di instradamento, sicurezza e osservabilità, spesso tramite proxy sidecar. Solleva gli sviluppatori dal doverne scrivere la logica nel codice.
  • Sistema di commutazione virtuale (VSS)

    Tecnologia che unisce due chassis di switch in un'unica entità logica con piano di controllo condiviso, eliminando i protocolli di ridondanza a livello 2 e consentendo l'aggregazione di collegamenti verso apparati distinti; StackWise Virtual ne è l'evoluzione.
  • Software-Defined Networking (SDN)

    Approccio che separa il piano di controllo, ossia le decisioni di instradamento, dal piano di inoltro dei dati, centralizzando la gestione in un controller programmabile. Rende la rete più flessibile e automatizzabile tramite software anziché configurazioni per singolo apparato.
  • Spine-Leaf

    Architettura di data center a due livelli in cui ogni switch di accesso, detto leaf, è connesso a ogni switch di dorsale, detto spine. Questa topologia garantisce percorsi brevi e prevedibili fra i server e scala orizzontalmente aggiungendo spine per aumentare la capacità.
  • Stacking di switch

    Tecnica che collega più switch fisici tramite cavi dedicati facendoli operare come un unico apparato logico, con un solo piano di controllo e di gestione; aumenta la densità di porte e l'affidabilità e semplifica l'amministrazione.
  • T

  • Three-tier network

    Architettura classica di data center organizzata su tre livelli: accesso, aggregazione (distribuzione) e nucleo (core). Struttura il traffico in modo gerarchico, ma è meno adatta ai moderni flussi orizzontali tra server rispetto alle topologie spine-leaf.
  • Top-of-Rack switch

    Switch posto in cima a un rack che collega tutti i server dello stesso armadio alla rete del data center. Semplifica il cablaggio concentrando le connessioni locali in un unico apparato di prossimità, che tipicamente funge da switch leaf.
  • Traffico East-West

    Traffico di rete che scorre orizzontalmente tra server e servizi all'interno di un data center. È cresciuto molto con le architetture distribuite ed è il tipo di flusso che le reti moderne, come spine-leaf, ottimizzano.
  • Traffico North-South

    Traffico di rete che entra ed esce da un data center verso l'esterno, ad esempio tra utenti e servizi. Rappresenta la comunicazione verticale client-server, distinta da quella interna (east-west) tra i sistemi.
  • Transit IP

    Servizio con cui un operatore fornisce a un'altra rete l'accesso all'intera Internet, dietro pagamento. È l'alternativa al peering quando serve raggiungere destinazioni non direttamente interconnesse.
  • U

  • Ultimo miglio (last mile)

    Tratta finale dell'infrastruttura di accesso che collega la rete dell'operatore alla sede dell'utente; spesso la più costosa e critica per prestazioni e copertura, può essere realizzata in fibra, rame, coassiale o via radio.
  • Underlay network

    Rete fisica di base, fatta di apparati e collegamenti reali, su cui poggiano le reti virtuali sovrapposte (overlay). Fornisce la connettività effettiva che gli overlay sfruttano per creare topologie logiche, ad esempio con VXLAN.
  • Unità di distribuzione dell'alimentazione (PDU)

    Dispositivo che distribuisce l'alimentazione elettrica agli apparati di un rack tramite più prese; può essere orizzontale (1U-2U) o verticale sul lato dell'armadio, e nelle versioni gestite consente monitoraggio e controllo remoto dei consumi.
  • Unità rack (U/RU)

    Unità di misura standard dell'altezza degli apparati montabili in un rack a 19 pollici, pari a 1,75 pollici (44,45 mm); indicata con U o RU, definisce lo spazio occupato dai dispositivi, per esempio un server 1U o uno switch 2U.
  • V

  • Virtual switch

    Switch realizzato via software all'interno di un host, che collega tra loro macchine virtuali o container e li connette alla rete fisica. È un elemento chiave della rete negli ambienti virtualizzati e cloud.
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